La tradizione del pane

Pubblicato Martedì, 29 Dicembre 2015
Data di scadenza Giovedì, 31 Dicembre 2015

A Pontassieve è nato un progetto per tornare a realizzare pane e farina con grani antichi, coltivati e prodotti sul territorio. Una proposta per creare una filiera virtuosa che faccia riassaporare non solo la tradizione del pane, ma anche le caratteristiche del pane “buono” e la s

Produrre grano locale tornando a far girare la pale del Mulino di Monterifrassine

Riappropriarsi di una antica tradizione all’insegna del buon mangiare
 
A Pontassieve è nato un progetto per tornare a realizzare pane e farina con grani antichi, coltivati e prodotti sul territorio. Una proposta per creare una filiera virtuosa che faccia riassaporare non solo la tradizione del pane, ma anche le caratteristiche del pane “buono” e la salute del “buon” mangiare.

Un’idea che nasce da un gruppo di cittadini che fanno parte del Gruppo Acquisto Solidale GAS Mulino  a  Vento, insieme alla Fattoria di Lavacchio, col sostegno del Comune di Pontassieve e con la consulenza tecnica dell’Università di Firenze. Obiettivo finale: produrre grano locale e tornare a macinarlo al Mulino a Vento di Monterifrassine, riaffermando una tradizione e avvicinando il  produttore con il consumatore.

Per fare questo, il Gruppo Operativo ha proceduto all’individuazione di grani autoctoni/reliquie di varietà differenti, a seconda delle caratteristiche specifiche del terreno e dell’andamento pedoclimatico. Inoltre ha identificato terreni abbandonati o incolti, proseguendo a contattare grandi e piccoli coltivatori locali disposti a partecipare a questa iniziativa.

Tutto ruota sul ripristino del Mulino a vento, una risorsa non solo storica, ma anche di importanza fondamentale importanza per il progetto. L’importanza del progetto – come riportano i promotori - affonda le sue radici nella cronaca degli ultimi cinquant’anni, indagando e ripartendo dai cambiamenti del nostro territorio. In questi anni i cambiamenti sono stati profondi, segnati da uno sviluppo economico selettivo che ha interessato principalmente le coltivazioni di vite ed olivo, a scapito di altre colture tradizionali. Colture che hanno rappresentato per molto tempo la ricchezza alimentare di generazioni, componenti fondamentali di una dieta mediterranea genuina. La produzione industriale e su grande scala ha portato ad una riduzione della biodiversità dei territori, data dalla moderna tecnica di monocoltura che hanno reso le varie coltivazioni vulnerabili ai cambiamenti climatici e alle nuove intolleranze. Coscienti dell’innata interdipendenza fra uomo e proprietà organolettiche del cibo, il Gruppo Operativo ha lo scopo di migliorare la qualità della vita, tornando alle pratiche agricole che per 10mila anni hanno costituito le basi della tradizione rurale di tutto il mondo. La ripresa da parte di alcuni agricoltori dei grani antichi permetterà il recupero dei materiali genetici delle varietà cerealicole locali ricostituendo la biodiversità, quindi la ricchezza dei nutrienti disciolti nel suolo.