Cerimonia di commemorazione 82° anniversario dell'eccidio della Pievecchia
Lunedì 8 giugno il Comune di Pontassieve ricorda la ricorrenza dell'82° anniversario dell'eccidio della Pievecchia. Come ogni anno la cerimonia rende omaggio ai 14 Martiri, alle quattordici vittime civili che, l’8 giugno 1944, furono fucilate dalle truppe naziste in rappresaglia all’uccisione di un soldato tedesco. L’eccidio avvenne davanti agli occhi dei familiari e della popolazione del piccolo borgo, sul muro che ancora oggi porta i segni dei proiettili, accanto al quale sono presenti le lapidi con i nomi delle vittime.
Le celebrazioni, che quest’anno si svolgeranno con un programma più ampio e rinnovato, prenderanno il via alle ore 8:30 presso il Palazzo comunale di Pontassieve. Qui, le autorità e i partecipanti si ritroveranno per la presentazione ufficiale del "Diorama della Pievecchia", un'opera storico-espositiva di grande impatto visivo, realizzata dall'Associazione Modellismo e Storia DLF Pontassieve APS.
Subito dopo i partecipanti percorreranno il Sentiero della Memoria nel tratto che collega il centro di Pontassieve alla località di Pievecchia, dove alle 10,30 il programma prevede il concentramento dei Gonfaloni delle autorità presenti davanti al cancello della Villa di Pievecchia e qui si svolgeranno la deposizione ufficiale delle corone d'alloro al monumento ai caduti e i successivi interventi dei rappresentanti istituzionali, che chiuderanno la mattinata
L'iniziativa è organizzata in collaborazione con la sezione locale dell'Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra (ANVCG).
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Per questi tragici eventi, con decreto del Presidente della Repubblica del 23 dicembre 2005, al Comune di Pontassieve è stata conferita la Medaglia di bronzo al Merito Civile con la seguente motivazione: «Piccolo centro partecipò generosamente alla lotta partigiana, subendo devastanti bombardamenti ed una feroce rappresaglia da parte delle truppe naziste che trucidarono barbaramente quattordici suoi concittadini. Ammirevole esempio di spirito di libertà e di amor patrio.»