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Una campagna di sensibilizzazione per riconoscere la violenza invisibile

Dettagli

Descrizione breve
A un anno dalla scomparsa di Eleonora Guidi, l’Istituto Superiore “Ernesto Balducci” di Pontassieve promuove una campagna di sensibilizzazione contro la violenza psicologica e verbale. Studenti e docenti hanno affisso cartelli informativi sul territorio per aiutare a riconoscere i segnali delle relazioni tossiche e diffondere una cultura del rispetto
Data:

5 Febbraio 2026

Tempo di lettura:

2 minuti

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Una campagna di sensibilizzazione per riconoscere la violenza invisibile
Una campagna di sensibilizzazione per riconoscere la violenza invisibile

Descrizione

Una campagna di sensibilizzazione a Pontassieve

Studenti e docenti affiggono cartelli per promuovere la consapevolezza contro la violenza psicologica e verbale

L’Istituto Superiore "Ernesto Balducci" di Pontassieve promuove una capillare iniziativa di sensibilizzazione sul territorio comunale ad una anno dalla scomparsa di Eleonora Guidi. Attraverso l'affissione di manifesti informativi nei luoghi della città – tra cui il Palazzo Comunale e la Biblioteca, ma anche tanti esercizi commerciali – la scuola intende stimolare una riflessione profonda sulla natura delle relazioni e sulla prevenzione degli abusi.

Il progetto nasce dalla volontà della scuola di ricordare un evento tragico per la nostra zona, attraverso un intervento educativo concreto. Senza entrare nel merito delle vicende giuridiche, l’Istituto Balducci riafferma il proprio ruolo di presidio culturale e sociale, impegnandosi nella diffusione di una cultura del rispetto.

I cartelli, distribuiti in formato A4, riportano una serie di messaggi volti a riconoscere i segnali premonitori di una relazione tossica o violenta. Le frasi selezionate traggono ispirazione dalle campagne ufficiali della Polizia di Stato, focalizzandosi su quei comportamenti che, pur non essendo sempre fisici, costituiscono forme gravi di controllo e denigrazione.

Ogni cartello espone situazioni quotidiane di manipolazione e svalutazione, seguite dal monito "non è amore". L'obiettivo è aiutare i cittadini, in particolare i più giovani, a identificare dinamiche quali il controllo della libertà personale, la svalutazione professionale e sociale e la violenza economica e psicologica: controllo delle spese, umiliazioni in pubblico e colpevolizzazione sistematica.

L'iniziativa mira a trasformare il dolore della perdita in uno strumento di consapevolezza collettiva.

La consapevolezza è il primo passo verso la libertà.

Ultimo aggiornamento:

05/02/2026, 12:51